Cultura

MASSERIA CREATIVE HUB

Il 22 febbraio alla Masseria Ferraioli l’evento finale di “Arte, Natura e Comunità”

Un bene confiscato alla criminalità che diventa spazio di creazione e crescita professionale. Domenica 22 febbraio la Masseria Antonio Esposito Ferraioli ospita l’evento conclusivo del progetto “Arte, Natura e Comunità: un modello innovativo di professionalizzazione degli artisti”, promosso da Sott’e’ncoppa in collaborazione con il collettivo Blue Art e realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Partner di progetto sono anche la cooperativa sociale TAM, le associazioni ACTA Progettazioni e So.Le. Appuntamento alle 11 con la presentazione del progetto. A seguire il percorso tra le opere, dialogando con artisti e tutor. Alle 12.30 è previsto un momento di incontro con la stampa.

Masseria Creative Hub è stata una residenza artistica, che si è svolta presso il bene confiscato più grande dell’area metropolitana di Napoli lo scorso luglio, che ha coinvolto giovani artisti under 35. Un percorso di 60 ore tra seminari, laboratori e sperimentazioni site-specific, con l’obiettivo di coniugare professionalizzazione, rigenerazione territoriale ed inclusione sociale. A coordinare il percorso l’artista Vincenzo Gallo. Nel team Luigi Vangone, esperto di architettura partecipata, Luigi Giordano, curatore d’arte, Maria Infante, esperta in didattica dell’arte, e Martina Scognamiglio, specializzata in musicoterapia e inclusione.

Il progetto ha impattato sul piano sociale, culturale ed educativo, attraverso l’arte come strumento permanente di rigenerazione territoriale e coesione della comunità. Masseria Antonio Esposito Ferraioli è stata non solo sede del progetto, ma parte integrante del processo creativo. Le opere presentate dialogano con il paesaggio agricolo, la memoria del luogo e la sua nuova identità di presidio culturale e di legalità della città di Afragola, in provincia di Napoli.

Nel corso dell’evento conclusivo del progetto, il pubblico sarà accompagnato in un percorso immersivo tra installazioni e performance diffuse negli spazi verdi e nei cortili della Masseria. I visitatori potranno incontrare gli artisti, conoscere i processi creativi e partecipare a momenti di confronto diretto, in un format pensato per favorire un’esperienza lenta e partecipata.

«Rigenerare un bene confiscato significa creare opportunità concrete per il territorio. Il sostegno di SIAE attraverso “Per Chi Crea” conferma quanto sia strategico investire sulla professionalizzazione dei giovani artisti, soprattutto in contesti complessi. Cultura e legalità possono generare sviluppo reale e valore pubblico». A dirlo Giovanni Russo della cooperativa Sott’e’ncoppa e direttore della Masseria Antonio Esposito Ferraioli.

«Abbiamo lavorato perché le opere nascessero dal luogo. La Masseria non è uno sfondo, ma un elemento vivo del progetto. L’arte qui diventa dialogo con la natura, con la memoria e con la comunità». A dirlo Vincenzo Gallo, direttore artistico del progetto e referente del collettivo Blue Art.

Il finanziamento è stato assegnato nell’ambito del Bando 3 – Professionalizzazione degli Artisti (Edizione 2024), a supporto di percorsi di formazione, produzione e valorizzazione delle pratiche artistiche contemporanee, con particolare attenzione allo sviluppo professionale dei giovani artisti.

Jasmin Prezioso (1998)

Artista visiva e curatrice

Jasmin Prezioso sviluppa una ricerca che intreccia arte, natura e dimensione relazionale. Formata in ambito storico-artistico, affianca alla pratica visiva un’attività di scrittura e curatela nel contemporaneo. Lavora principalmente con installazioni e progetti site-specific, in cui il gesto, il corpo e la partecipazione del pubblico diventano strumenti di costruzione collettiva del senso. Al centro del suo lavoro c’è il tema del confine, inteso non come separazione ma come spazio di incontro e trasformazione. Le sue opere nascono spesso in dialogo diretto con il luogo che le ospita.

Federica Viola (2003)

Artista, autrice e performer

Federica Viola opera tra scrittura, performance e pratiche interdisciplinari. Formata all’Accademia di Belle Arti di Napoli, sviluppa una ricerca che mette in relazione parola, corpo e immagine, esplorando la dimensione emotiva e narrativa dell’esperienza artistica. Nei suoi lavori la componente poetica si intreccia con l’azione performativa, dando vita a dispositivi espressivi che coinvolgono attivamente il pubblico. Accanto alla produzione artistica, cura progetti editoriali e formativi, con un approccio orientato alla contaminazione dei linguaggi e alla costruzione di immaginari condivisi.

Giulia Rotini (2000)

Artista visiva e artista-terapeuta

Giulia Rotini sviluppa una pratica che unisce arti visive e dimensione relazionale. Formata tra Firenze e Milano, lavora tra pittura, installazione e progettazione artistico-educativa. Per lei l’arte è strumento di cura e costruzione di senso, capace di attivare processi individuali e collettivi. Attraverso laboratori e percorsi partecipativi esplora il potenziale trasformativo dell’esperienza creativa, con particolare attenzione ai contesti sociali ed educativi. Affianca alla produzione artistica un’attività sul territorio rivolta a realtà fragili e comunità eterogenee.

Nunzia Ascolese (2000)

Artista visiva e scultrice

Nunzia Ascolese concentra la sua ricerca sulla scultura e sulle installazioni site-specific, indagando il rapporto tra natura, territorio e paesaggio urbano. Formata all’Accademia di Belle Arti di Napoli, lavora con materiali simbolici e processi partecipativi, costruendo spazi in cui realtà e immaginazione si intrecciano. Il suo lavoro riflette sulle tensioni ambientali e sociali del presente, con particolare attenzione agli spazi marginali e di confine. Le sue opere dialogano con il contesto, trasformandolo in parte attiva dell’intervento artistico.

Massimiliano De Fusco (2001)

Artista visivo

Massimiliano De Fusco sviluppa una ricerca che indaga il rapporto, spesso conflittuale, tra essere umano e natura. Formatosi tra Napoli e Bilbao, utilizza fotografia, performance e installazione per costruire esperienze immersive che mettono in discussione la percezione dello spazio e del corpo. Il suo lavoro esplora la trasformazione morfologica del paesaggio e dell’identità, invitando il pubblico a un confronto diretto con l’ambiente espositivo. La dimensione partecipativa è elemento centrale della sua pratica.

Stefano Mattozzi (1994)

Sound artist e compositore elettronico

Stefano Mattozzi è sound artist, compositore elettronico e performer. Formatosi al Conservatorio di Napoli e successivamente a Tallinn, sviluppa una ricerca che esplora il rapporto tra corpo, suono e tecnologia. Integra elementi naturali ed elettronici, costruendo paesaggi sonori che indagano la dimensione percettiva e fisica dell’esperienza acustica. La sua pratica si muove tra performance, improvvisazione e installazione sonora, con particolare attenzione alla relazione tra spazio, vibrazione e presenza.

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